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Presentazione

Siamo in autunno. Nell’Europa meridionale è stato tradizionalmente il periodo in cui si concludevano i raccolti e, per questo, si ringraziava per i frutti ricevuti.
Anche noi ci riconosciamo così come Famiglia Oblata nella Provincia Europa. Al termine del triennio 2024–2027, ci troviamo in un momento che potremmo definire di raccolta, un invito a guardare indietro e a riconoscere che abbiamo vissuto tre anni di cammino provinciale che hanno generato i loro frutti.
La vendemmia, fase in cui entriamo nell’ambito del nuovo Processo Assembleare, è un invito e un’opportunità per dare un nome e riconoscere l’uva che oggi portiamo sulla nostra tavola, grazie all’orientamento delle linee guida approvate nel precedente Capitolo Provinciale, all’impulso dei diversi équipe e gruppi provinciali e al cammino corresponsabile di tutta la Famiglia Oblata.
La vendemmia, tuttavia, non è un fine in sé. I frutti ricevuti, l’uva che riempie i nostri cesti, possono essere assaporati, certo; ma, se cerchiamo di trattenerli, si perdono, perché sono chiamati fondamentalmente a un processo di trasformazione per diventare vino. Un vino nuovo, saporito, con corpo e identità propri. Un vino che rallegri e dia vita.
La vendemmia è dunque una fase partecipativa e corresponsabile nella quale, dopo aver identificato i risultati raggiunti, gli obiettivi conseguiti e i frutti raccolti, ci disponiamo a contemplare la realtà che ci circonda e ad accogliere gli inviti e le chiamate che il mondo di oggi ci rivolge. Perché la nostra festa della vendemmia non potrà essere davvero gioiosa e coerente finché ci saranno tante altre persone e realtà che non hanno vino (cfr. Gv 2,3).
Tutta la Famiglia Oblata, come lavoratrici e lavoratori della vigna (cfr. Mt 20,1-16), è invitata a partecipare, offrendo il proprio grappolo secondo la metodologia e le domande presentate di seguito e inviando il proprio contributo entro il 8 dicembre.
Come indicato nel processo presentato durante l’incontro virtuale dello scorso 29 ottobre, il percorso di discernimento provinciale proseguirà poi nel torchio di Ciempozuelos, dall’28 al 31 gennaio 2027, fino alla celebrazione del V Capitolo Provinciale, nel quale saranno approvate le nuove linee guida.
Durante il percorso sarà necessario selezionare e affinare gli acini, accogliere con generosità e atteggiamento oblativo la pigiatura e la pressatura dell’uva, nonché i tempi di fermentazione e affinamento, affinché al termine del processo possiamo riconoscere il vino migliore… quello che deve ancora venire!
Grazie per il vostro coinvolgimento e i vostri contributi!!!
Prima di cominciare: alcune indicazioni per percorrere lo strumento
Ti proponiamo un itinerario in tre momenti: riflessione personale, condivisione di gruppo e risposta individuale.
1. Leggi tutto il documento prima di iniziare. I tre momenti sono collegati e ciascuno ha una finalità specifica.
2. Considera che si tratta di un itinerario, non di un questionario da completare. Lo strumento propone un percorso di riflessione progressivo, che intende evitare di compilare meccanicamente tutte le pagine o di limitarsi a una semplice valutazione.
3. Le domande e gli spunti di riflessione sono un aiuto, non un compito a cui rispondere integralmente. Le domande principali aprono la riflessione e gli spunti offrono indicazioni per approfondire, ricordare esperienze o osservare una realtà da prospettive diverse. Ogni persona può soffermarsi su quelli che ritiene più utili.
4. Evita di cercare risposte perfette o conclusioni immediate. Il documento invita a riflettere con profondità, sincerità, apertura e libertà. Alcune intuizioni possono emergere durante la riflessione, altre nell’ascolto del gruppo.
5. Parti dalla tua esperienza e dalla realtà concreta. Rifletti a partire da ciò che hai vissuto, conosciuto o accompagnato direttamente. Non tutte le persone partecipano a tutti gli ambiti della Provincia né dispongono delle stesse informazioni. Perciò, contribuisci sulla base della tua esperienza, delle tue conoscenze e di ciò che consideri significativo, in relazione alle linee guida a cui hai partecipato. Ogni sguardo è prezioso e, condividendolo, potremo ampliare la comprensione del cammino percorso.
6. Rispetta i tempi e la finalità di ciascun momento. Nella fase di gruppo si tratta di ascoltare e accogliere la diversità delle esperienze, non di discutere, convincere o necessariamente raggiungere una conclusione comune. Ogni persona decide liberamente cosa desidera condividere, rispettando anche la parola, i silenzi e le esperienze altrui. Se fai parte di più gruppi (comunità, laicato, équipe ecc.), scegli liberamente a quale partecipare e se condividere in tutti o soltanto in uno.
7. Partecipa con libertà, rispetto e ascolto. Ogni persona porta la propria esperienza e il proprio punto di vista.
8. Tieni presente il risultato finale atteso. Il percorso si conclude con un contributo individuale e concreto: scegliere i tre frutti del cammino provinciale che ciascuna persona considera più importanti e le tre nuove chiamate che ritiene più significative per i prossimi tre anni. Si vuole identificare ciò che merita di essere riconosciuto e ciò a cui ci sentiamo chiamate; non si intende elaborare un piano d’azione né proporre soluzioni definitive.
Metodología e Strumento di lavoro

Ti proponiamo un itinerario in tre momenti: riflessione personale, condivisione di gruppo e risposta individuale.
Ogni momento ha un significato proprio e ci invita a vivere la riflessione in modo diverso: ricordare ciò che abbiamo vissuto per aprirci alle domande, ai bisogni e alle chiamate che oggi emergono nel nostro ambiente e nel mondo.
Si tratta di trovare risposte con calma, un passo alla volta, fino a raggiungere maggiore chiarezza. Alcune idee emergeranno nel ricordare, altre ascoltando le altre persone e forse alcune prenderanno forma soltanto alla fine del percorso.
L’importante è partecipare con sincerità, rispettare i diversi punti di vista e permettere che l’esperienza di ciascuna persona, insieme a quella delle altre, ci aiuti ad ampliare lo sguardo.
Buona vendemmia!!!
Momento personale

CIÒ CHE VOGLIAMO
Riconoscere i frutti di questi anni, valorizzare i progressi e scoprire nuove chiamate per la Famiglia Oblata.
Questa prima fase è un invito a fermarci, guardare il cammino percorso durante il triennio e aprirci a ciò che la realtà ci sta dicendo oggi.
Si tratta di dedicare del tempo a osservare in profondità, con sincerità e apertura, evitando una valutazione fredda o la ricerca di risposte perfette. In questo percorso vogliamo riconoscere anche la voce, l’esperienza e lo sguardo delle donne con cui condividiamo la vita e la missione, lasciandoci interpellare da ciò che ci insegnano e dalle realtà che vivono.
1. Prima di iniziare
Cerca un momento di tranquillità e uno spazio adeguato in cui tu possa sentirti a tuo agio, senza troppe interruzioni.
Ti invitiamo ad assumere un atteggiamento contemplativo: chiudere l’agenda, fare silenzio, respirare, mettere da parte la fretta e prepararti a guardare ciò che hai vissuto con gratitudine, realismo e libertà. Non è necessario avere subito le risposte. Concediti il tempo per ricordare e lascia che riaffiorino esperienze, persone e domande.
2. Ricorda e osserva il camino percorso
Distingui due momenti nel processo di ricordo e di sguardo al passato. In un primo momento, concentrati su ciò che emerge spontaneamente. Lascia che tornino alla memoria questi tre anni, con le esperienze vissute e ciò che hanno lasciato in te.
In seguito, guarda il video del triennio. Potrà aiutarti a recuperare altri momenti ed esperienze che forse avevi dimenticato o che ora puoi osservare da un’altra prospettiva. Se hai tempo e lo ritieni utile, puoi consultare i materiali di supporto, i documenti della valutazione intermedia realizzata ad aprile o altre risorse relative al triennio. Sono strumenti per aiutarti a ricordare e ampliare lo sguardo, non letture obbligatorie né compiti da completare.
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Guarda questi tre anni da una certa distanza.
Che cosa ricordi?
Quali persone ti vengono in mente?
Quali momenti?
Quali conversazioni?
Quali difficoltà? Quali gioie?
Che cosa è cambiato in te?
Che cosa senti che è rimasto in sospeso?
Se questi tre anni fossero una fotografia, che cosa vi apparirebbe?
Semplicemente ricorda, lascia risuonare e, se ti aiuta, prendi qualche appunto.
Per ora non cercare risposte.
Il cesto della vendemmia
3. valuta i progressi: a che punto siamo?
Dopo aver ricordato ciò che abbiamo vissuto, ti invitiamo a riprendere le linee guida e gli obiettivi che ci eravamo posti per questi tre anni (vedi allegati: documenti sulle linee guida/obiettivi della pianificazione).
Ciò che conta è riconoscere i processi avviati, i piccoli passi, gli apprendimenti e le trasformazioni che forse solo ora cominciamo a percepire. Lascia risuonare le domande proposte per ciascun ambito e annota le esperienze, le intuizioni o le valutazioni che consideri più significative.
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SPUNTI DI RIFLESSIONE CARISMA E IDENTITÀ
Come comprendiamo oggi il Carisma e la Missione.
Come si relaziona con la missione oggi.
Come lo esprimiamo, comunichiamo e viviamo nella nostra diversità.
RESPONDI
Che cosa è cambiato nel nostro modo di vivere ed esprimere il Carisma e l’identità Oblata?
Il cesto della vedemmia
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SPUNTI DI RIFLESSIONE FAMIGLIA CARISMATICA
Ci riconosciamo a partire dalle diverse vocazioni.
Nuove forme di partecipazione e di comunità.
La trasmissione condivisa del Carisma.
L’invito rivolto ai giovani.
RESPONDI
Quando hai sperimentato davvero che siamo una Famiglia Carismatica?
Il cesto della vedemmia
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SPUNTI DI RIFLESSIONE INCIDENZA SOCIOPOLÍTICA
Essere più presenti negli ambiti decisionali.
Promuovere cambiamenti.
Acquisire visibilità.
Unire le forze con altre persone ed enti.
RESPONDI
Dove percepisci che le Oblate, attraverso l’incidenza sociopolitica, hanno contribuito a generare cambiamenti?
Il cesto della vedemmia
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CUESTIONES INSPIRADORAS NUEVA DINÁMICA Y ESTRUCTURA PROVINCIAL
Continuare a sviluppare il MOC.
Favorire una maggiore articolazione.
Integrare nuove modalità di leadership condivisa e corresponsabile.
RESPONDI
Fino a che punto siamo progredite verso una nuova dinamica e struttura provinciale, più coesa, agile, partecipativa e innovativa, capace di camminare in modo corresponsabile
Quali esperienze mostrano che qualcosa è cambiato nel nostro modo di vivere l’identità oblata, costruire la Famiglia Carismatica, incidere sulla realtà sociale oppure camminare e organizzarci come Provincia?
Il cesto della vedemmia
4. Lasciati interpellare dalla realtà
Dopo aver osservato la nostra esperienza, ti proponiamo di ampliare lo sguardo e percepire ciò che accade al di là di noi. Apriti a un ascolto contemplativo della realtà sociale e del mondo, lasciandoti interrogare da essa.
Dedica del tempo a osservare la realtà vicina: le donne che accompagniamo e che accompagnano noi, il quartiere, il progetto, la famiglia o la comunità, le persone e i gruppi con cui condividiamo la vita e la missione… Ma anche la realtà globale: i cambiamenti sociali ed ecclesiali, le situazioni climatiche, politiche ed economiche, la vulnerabilità, la violenza…
Puoi farlo passeggiando, conversando, leggendo le notizie o semplicemente prestando attenzione a qualcosa che di solito passa inosservato. Cerca di ascoltare senza affrettarti a interpretare, giustificare o cercare soluzioni. Permetti alla realtà di sorprenderti, metterti in discussione e ampliare la tua prospettiva.
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Di fronte a ciò che osservo, mi chiedo (spunti di riflessione):
• Che cosa sta accadendo oggi? Perché succede?
• In che modo ci riguarda, positivamente o negativamente?
• Che cosa ci dice sul nostro modo di vivere?
Pensando al nuovo cammino provinciale:
• Quali realtà mi commuovono o mi mettono in discussione?
• A che cosa ci sentiamo invitate?
• Quali chiamate emergono che forse finora non avevamo riconosciuto?
Il cesto della vedemmia
Ascolta e lasciati interpellare.
Il vino nuovo da raccogliere nei prossimi tre anni può nascere da situazioni diverse:
• Uve da valorizzare, continuare a far crescere e custodire.
• Frutti che hanno bisogno di essere trasformati.
• Una nuova vite che abbiamo il coraggio di piantare.
5. Raccogli ciò che sta emergendo: conclusione del momento personale.
Prima di concludere, dedica qualche minuto a raccogliere ciò che è emerso durante la riflessione e a individuare le priorità:
• Quali frutti del triennio riconosci con maggiore chiarezza?
• Quali nuove chiamate scopri guardando la realtà di oggi?
È sufficiente annotare ciò che consideri importante, le intuizioni emerse e le domande che ti accompagnano, senza dover risolvere ora ogni questione né formulare una conclusione definitiva.
In seguito avrai l’occasione di condividere questa riflessione con altre persone, ascoltare altre esperienze e tornare sulle tue conclusioni.
Per ora, semplicemente ricorda, valuta, ascolta e lascia risuonare
Momento Di Gruppo

Condividere e accogliere
CIÒ CHE VOGLIAMO
Condividere ciò che ciascuna persona ha scoperto nella propria riflessione personale, ascoltare altre esperienze e lasciarci arricchire da punti di vista diversi.
Dopo il tempo dedicato alla riflessione personale, arriva il momento di incontrarci e condividere una parte di ciò che abbiamo vissuto, scoperto e che ci ha interpellato.
Ogni persona arriva con la propria esperienza, i propri ricordi, le proprie valutazioni e le chiamate che ha scoperto. Condividendole, non cerchiamo di costruire un’unica visione né di arrivare a conclusioni comuni. Vogliamo ascoltarci, accogliere la diversità delle esperienze e permettere che la parola delle altre persone ci aiuti ad approfondire la nostra riflessione.
A questo scopo utilizzeremo una dinamica ispirata al metodo sinodale, organizzata in due turni di ascolto..
1. Prima di iniziare: preparare l’incontro.
Lo scopo dell’incontro è aiutarci, attraverso l’ascolto, a guardare in modo più ampio e profondo e a riconoscere con maggiore chiarezza ciò che ciascuna persona ha scoperto.
Nel formare i gruppi, tenete presente che la metodologia richiede un numero di partecipanti che consenta a tutte le persone di condividere ed esprimersi. Potete riunirvi per comunità, équipe di progetto, gruppo locale di laiche e laici, gruppo di donne ecc. Per le persone laiche che non hanno un gruppo locale di riferimento, sarà organizzato un incontro virtuale in cui svolgere questa dinamica.
Scegliete una persona che faciliti l’incontro. Avrà il compito di spiegare la dinamica, curare i turni di parola e gestire i tempi, assicurandosi che tutte le persone abbiano spazio per partecipare.
Preparate un ambiente che favorisca l’ascolto. Potete iniziare con un breve video, un canto, una lettura ispiratrice o qualche momento di silenzio che aiuti a passare dal ritmo quotidiano a un atteggiamento di presenza e apertura.
Concordate alcune regole per la condivisione. È importante ascoltare senza interrompere, evitare giudizi e dibattiti, rispettare i silenzi e accogliere le diverse esperienze. Ogni persona decide che cosa desidera condividere: non è necessario raccontare tutto.
Create uno spazio di fiducia. Ciò che viene condiviso deve essere trattato con rispetto e discrezione, affinché ogni persona possa esprimersi liberamente.
2. Primo turno: condividere ciò che ha risuonato in me rimera ronda
In questo primo turno, ogni persona condivide ciò che considera più significativo della propria riflessione personale.
Puoi lasciarti guidare da questi due inviti:
-
Guardando al triennio, che cosa apprezzo maggiormente o quale frutto riconosco come particolarmente significativo?
-
Guardando alla realtà di oggi, quali nuove chiamate hanno risuonato in me?
Si tratta di scegliere ciò che ciascuna persona sente meriti di essere condiviso: un’esperienza, un apprendimento, un cambiamento riconosciuto, una domanda ancora aperta o una chiamata scoperta. Non è necessario riassumere tutta la riflessione né rispondere a tutte le domande del momento personale.
Mentre una persona parla, le altre ascoltano con attenzione, senza interrompere, commentare o rispondere. Si evitano il confronto di opinioni e il dibattito su ciò che viene detto; si offre invece a ogni persona lo spazio necessario per esprimere la propria esperienza.
La persona che facilita si prenderà cura dei tempi e farà in modo che tutte le voci abbiano la stessa opportunità di essere ascoltate.
3. Secondo turno: lasciarmi toccare da ciò che ho ascoltatoDopo che tutte le persone avranno condiviso e dopo un momento di silenzio, si apre un secondo turno. L’invito ora cambia: riconoscere che cosa l’ascolto del gruppo ha suscitato in me, evitando di tornare semplicemente alla riflessione personale iniziale.
Secondo turno:
Spunti di riflessione:
• Quali parole, esperienze o chiamate delle altre persone mi hanno colpito in modo particolare?
• Che cosa mi ha sorpreso, messo in discussione o aiutato a guardare diversamente?
• Che cosa ho scoperto ascoltando esperienze diverse dalla mia?
In questo turno, ogni persona condivide brevemente ciò che le è arrivato dall’ascolto. Non si tratta di valutare gli interventi altrui, rispondere o manifestare accordo o disaccordo, ma di esprimere ciò che le parole delle altre persone hanno suscitato nella propria riflessione.
4. Concludere: ringraziare per quanto condiviso
La persona che facilita può concludere ringraziando tutte e tutti per la partecipazione e l’ascolto. Se lo si ritiene opportuno, si può osservare un breve momento di silenzio o terminare con una lettura o una preghiera.
Ogni persona porta con sé ciò che ha condiviso e, soprattutto, ciò che ha ricevuto attraverso l’ascolto del gruppo. Nel momento successivo potrà tornare alla riflessione iniziale e formulare la propria conclusione: quali frutti riconosce del triennio e quali nuove chiamate scopre per il futuro.
Momento Individuale

CIÒ CHE VOGLIAMO
Raccogliere gli aspetti più significativi dell’intero percorso e concretizzare il proprio contributo personale rispondendo a due domande.
1. Prima di iniziare: torna alla tua riflessione
Cerca un momento di tranquillità per compilare il modulo e inviare le tue risposte. Se ne hai bisogno, puoi rileggere gli appunti del primo momento e ricordare ciò che ti ha colpito ascoltando il gruppo.
Chiediti:
Che cosa vedo ora con maggiore chiarezza dopo tutto il percorso? Quali frutti del triennio considero più significativi? Quali nuove chiamate scopro guardando la realtà e ascoltando altre esperienze?
Lascia emergere ciò che per te è più importante dopo questo percorso. Non devi ricominciare da capo né ripercorrere tutti gli argomenti.
2. Compila il modulo: raccogli i frutti e le chiamate
Il modulo è lo spazio in cui esprimere in modo semplice la tua conclusione personale. Tieni presente che lo spazio disponibile è di 100 caratteri.
Ti invitiamo a concentrarti su due questioni fondamentali:
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1. Quali sono i tre frutti che apprezzo maggiormente nel cammino provinciale? Seleziona i tre che ritieni più significativi.
2. Quali nuove chiamate scopri per il cammino provinciale nei prossimi tre anni? Seleziona le tre che ritieni più significative.
Cerca di esprimerle con chiarezza e concretezza, a partire dalla tua esperienza e sensibilità. Non è necessario proporre soluzioni definitive né elaborare un piano d’azione. L’importante è identificare i frutti che riconosci e le chiamate che consideri significative.
Invia entro il 8 dicembre.
Il tuo contributo è importante. Inviandolo, contribuisci a raccogliere una vendemmia condivisa, composta da molti sguardi diversi, che aiuterà a riconoscere i frutti del triennio e le chiamate che potranno orientare il cammino futuro della Famiglia Oblata.
Grazie per il vostro coinvolgimento e i vostri contributi!!!